Dal logo all’audio-logo


Con l’introduzione delle nuove tecnologie i mezzi di comunicazione si sono arricchiti di una serie di strumenti raccolti sotto un unico termine ombrello “nuovi media”.
Internet, i blog, la posta elettronica e i telefonini hanno rafforzato l’attenzione all’immagine aziendale e in particolare alla marca, che, associata al concetto di garanzia, identifica il prodotto/servizio, lo differenzia dai concorrenti e ne sintetizza la qualità e il prestigio.
I nuovi media hanno contribuito a sviluppare le relazioni tra azienda e consumatori e a stabilire tra loro un rapporto che va oltre al valore dell’utilità del prodotto stesso. Attraverso l’interazione con il tessuto sociale l’azienda è in grado di conoscere sempre di più il proprio mercato, in un percorso di avvicinamento che spesso travalica i confini del semplice marketing.
In questo scenario il modo di comunicare si evolve. I messaggi si adeguano alle caratteristiche dei mezzi e anche l’utilizzo del segno distintivo aziendale subisce una trasformazione. Infatti, alle immagine fisse e in movimento, insieme ai testi, si aggiungono i suoni.
Si tratta di un vero e proprio passaggio epocale in cui la musica e le parole sono in grado non solo di evocare emozioni, sensazioni e stati d’animo, ma riescono a definire la “corporate sound identity”. Nell’era multimediale il marchio musicale integra e completa l’immagine coordinata dell’azienda stessa. L’identità sonora, insieme al tradizionale segno visivo, contribuisce in modo determinante a costruire l’empatia tra il brand e il consumatore.
Ma la percezione sonora ha anche un vantaggio su quella visiva: se da un lato si può vedere qualcosa solo se la si guarda, per sentire qualcosa non è necessario ascoltarla intenzionalmente. Attraverso il suono, inoltre, si abbattono le barriere linguistico-culturali e diventa possibile trasportare il messaggio su scala globale. La musica è infatti un fenomeno universale, con competenze comuni a tutta la popolazione del mondo, sia nella ricezione, sia nella produzione.
Questo rende “più semplice” catturare l’attenzione del consumatore e far in modo che l’informazione sia fissata nella sua memoria.
Il ricordo e la notorietà rendono la marca distinguibile e, soprattutto, le permettono di acquisire una personalità così forte che la rende riconoscibile e la fidelizza verso i clienti.
Per riconoscersi sul mercato, ormai, un’azienda non ha più bisogno di un solo logo: oggi è indispensabile un audio-logo.
Un esempio calzante di audio-logo può essere quello del marchio Intel, oppure del marchio Nokia. Chi non riconosce il suono inconfondibile negli spot televisivi dei computer che installano il diffusissimo processore? Oppure, la sequenza delle cinque note all’accensione dei famosi telefonini?
Un po’ come accade per i jingle pubblicitari, il “messaggio melodico”, che diventa parte del brand, è in grado di trasmettere emozioni e di generare comportamenti che contribuiscono a favorire la propensione al consumo.
L’audio-logo è una forma di comunicazione multisensoriale, che è diventata in poco tempo una vera e propria moda, applicata alle pagine web, ai prodotti audiovisivi, a quelli multimediali e ai servizi telefonici.

[Stefania Giuseppetti per AZ Franchising]